Chi è Aghape

Aghape nasce nel 2006. Il suo destino era già nel suo nome. All’inizio fu una parola ma, per non essere identificati con la religione, perché la religione – per come la conosciamo – non ci appartiene, abbiamo aggiunto una “ h”.

Così Agape è diventata Aghape.

Solo una parola… ma la parola è suono e il suono è vibrazione. E  questa parola porta con sé un significato grande, importante, profondo, illuminante.

Nasce dal greco antico, e i greci, popolo di saggi e di filosofi, erano grandi esteti della lingua.  Con questa loro grande sensibilità hanno distinto le tre fasi dell’amore:

Eros –  quell’amore fatto di desiderio, di passione, di bramosia. Carico di energia, di tensione, di entusiasmo, generatore di vita e di materia. Amore che è innamoramento. Un fuoco. Travolgente e acuto, che ci dischiude alla bellezza più grande, ci porta al suo cospetto, la disvela ma poi ricade, ritorna su stesso. Ancora troppo carico di ego. Ma è grazie a Eros se per un poco riusciamo a varcare la soglia della nostra personalità, a gettare uno sguardo sulla grandezza dell’Essere.  

Philia –  quasi il suo opposto. E’ l’amore sentimentale, quello fatto di tenerezza, di uscita da sé per accogliere l’altro, per accudire l’altro. Un amore bello, soave, delicato, altruista, quello che stabilisce un rapporto di complice amicizia, di affiatamento, di prossimità. A Philia manca però il fuoco della passione, la forza e l’estasi dell’innamoramento.

Agape – l’Amore che ci eleva.  Quello che ci fa comprendere che non possediamo l’Universo ma che l’Universo ci possiede, ci permea e ci dà forma. E’ quell’amore che cambia lo sguardo. Che rende sacra ogni cosa che accade, ogni cosa che esiste, ogni creatura. E’ quella magica miscela di Eros e Phlilia, l’amore innamorato di tutto, del Tutto, di ogni cosa che esiste. L’amore che per ogni cosa sussulta, che per ogni cosa si stupisce e meraviglia, che ogni cosa preserva e abbellisce.  E’ l’ Essere che esce dalle paure create e ricorda se stesso.

Concetti meravigliosi, almeno per me che li sento e li scrivo –  ma so che oggi appartengono a tanti.

Nel 2006 le cose erano diverse. Anche se non è passato un secolo possiamo davvero dire che era un altro mondo. Parlare di Amore era da inguaribili romantici. Era quasi una vergogna, soprattutto se si aveva l’ardire di utilizzare questa parola in ambienti poco consoni, come quello del lavoro, ad esempio. Sostenere che l’Ambiente è una questione di Amore, che l’economia nasce da un atto di amore  – era da folli. E forse lo è ancora oggi. Eppure così è, pur con tutte le devianze che abbiamo aggiunto.

L’economia, il progresso, i beni, l’evoluzione, la sostenibilità, sono generati e sostenuti sempre e solo da un atto d’amore. Se vogliamo che siano veri e duraturi, non solo fuochi fatui nati per soddisfare una fame di profitto che, invero, non è neppure nostra ma costruita ad arte, nel tempo, per tenere l’essere umano lontano dalla propria grandezza e dalla propria bellezza.

Tutto può avere inizio da un desiderio, come Eros ci spinge a fare, ma se guardiamo più lontano possiamo scorgere che quel desiderio arriva da un oltre, da una visione di futuro, di speranza, di benessere, di creazione.  Sono questi i moti dell’animo che ci spingono avanti. La devianza  sta nel rendere questo processo fine a se stesso e più ancora fine a se stessi. Allora trasformiamo una forza creatrice ed espansiva in una forza auto implodente che porta alla  sterilità. E sterilità dopo sterilità si giunge alla desertificazione.  

E’ quello che accade in questi giorni.

Ma accanto alla fine c’è sempre un nuovo inizio, separati da una terra di mezzo che si chiama Passaggio. E in questa epoca di passaggio tante sono le persone che comprendono che la forza, l’energia creatrice che può e deve plasmare  ogni sistema  è l’Amore.

Un amore che deve diventare Agape. Che fa il tifo per la vita, che desidera il benessere di tutto e di tutti, che ascende alle sfere più alte dell’essere e comprende che ogni forma di vita è sacra e in quanto tale deve essere onorata, arricchita e accompagnata al suo massimo splendore.

Non sono solo discorsi filosofici. C’è un modo di tradurre tutto questo in un linguaggio umano. Noi, dal 2006 abbiamo cercato di farlo.  A piccoli passi, facendo e anche disfacendo, con grandi sogni e con grandi sacrifici, tentando e ritentando, sbagliano e ricominciando, un mattone sopra all’altro.

Abbiamo  creato un codice e dei mondi. Scoprili. E senti se ci puoi stare dentro, se ti appartengono, se puoi farne parte, se puoi essere una forza in più. Se puoi continuare a costruire quel mondo nuovo insieme a noi.

Fiorenza Guarino (fondatrice di Aghape)

Fabio Giovannini (il cui contributo è stato ineguagliabile e la cui Luce ci guida e ci guiderà sempre.)